giovedì 29 gennaio 2026

Lo strano caso degli alieni di Varginha


20 gennaio 1996. 
Tre ragazze di  Varginha, popolosa cittadina del  Minas Gerais- Stato del Brasile-  raccontano di essersi imbattute in una creatura spaventosa nascosta in mezzo all’erba. 

di Sabrina Pieragostini

Diventa così di pubblico dominio uno dei casi ufologici più complessi ed enigmatici mai riferiti, con tutte le caratteristiche di un romanzo di fantascienza: decine di testimoni oculari, il cover up delle forze armate brasiliane, il coinvolgimento di quelle americane e persino una morte misteriosa.

Quel sabato pomeriggio, Liliane da Silva, all’epoca 16enne, sua sorella Valquíria, 14 anni, e l’amica più grande Kátia Xavier, 22, stanno tornando verso casa, vicino al bosco chiamato “Jardim Andere”, quando Liliana nota qualcosa di incredibile: appoggiato ad un muro, rannicchiato tra l’erba, c’è un essere mai visto prima “né umano né animale”. 

Sembra alto circa un metro e mezzo, con la pelle scura, una testa tonda e sproporzionata, grandi occhi rossi e le vene che pompano violentemente sul collo esile. Sul capo ha come tre protuberanze...

mercoledì 28 gennaio 2026

Il campo akashico


Dopo l’esperimento di Michelson-Morley (1887) la fisica ha definitivamente abbandonato la nozione di “etere”.

L’esperimento, basato sull’uso di un interferometro, mostrava che la velocità della luce non rispondeva ai principi della relatività classica-galileiana, era cioè indipendente dal sistema di riferimento; inoltre si doveva escludere, per le stesse ragioni, la teoria dell’ “etere luminifero” che ipotizzava quale mezzo di propagazione delle onde elettromagnetiche un ‘etere’, un fluido di cui si supponeva l’aderenza alle leggi della fluidodinamica (fatto questo sul quale si basavano i dati attesi dall’esperimento ideato da Michelson).

 L’accettazione dell’idea che le onde elettromagnetiche si propaghino nel “vuoto”, senza un mezzo, è fra i presupposti che hanno portato alla relatività ristretta di Einstein. 

A noi interessa tuttavia questo passaggio per il fatto che – per un certo tempo – la fisica moderna ha utilizzato il concetto di “etere”, termine di derivazione antica ed aristotelica, sebbene con un’accezione diversa e rivisitata. 

Il fatto che questa nozione sia stata esclusa deriva tuttavia dal fraintendimento circa la natura “materiale” dell’etere, confusione che non può essere attribuita ad Aristotele, dato che come ho mostrato in altri articoli e come spiegherò ancora in futuro, anche quando gli Antichi elaboravano una “fisica” non si riferivano al mondo materiale, così quando parlavano dei quattro o cinque elementi si riferivano a realtà sottili e non certo agli elementi grossolani che oggi designano le parole “fuoco” o “aria”....

martedì 27 gennaio 2026

Vogliono far sparire i Pc per farci andare sul cloud

 

di Marcello Pamio

Una recente dichiarazione del pelato di Amazon, Jeff Bezos è molto interessante. Secondo uno degli uomini più ricchi del mondo i computer locali sono "un relitto del passato", mentre il futuro sapete dov'è ? Nel cloud. I suoi cloud of course.

Bezos parlava di data center aziendali: le grandi aziende, le università e i centri di ricerca dovrebbero rinunciare ai propri server a favore del cloud computing AWS. Ma il suddito dove lo mettiamo?

Si tratta di un cambiamento fondamentale: dal possesso all'affitto.

Nel 2025 c'è stato casualmente un aumento esplosivo dei prezzi della memoria RAM, delle schede grafiche e degli hard disk SSD ad alta capacità.
In pratica, i prezzi della memoria di consumo sono aumentati del 300-400%. 
Gli analisti prevedono che la quota di memoria RAM potrebbe arrivare al 30% del costo di uno smartphone...

lunedì 26 gennaio 2026

Stiamo iniziando a parlare come ChatGPT (mentre le AI cercano di imitarci)

di Davide Imeneo

Vi è mai capitato, leggendo l’email di un collega o ascoltando un intervento su Zoom, di pensare che le parole siano troppo perfette, quasi artificiali? 

È il segno di una metamorfosi: noi iniziamo a parlare come i chatbot, mentre le macchine imparano a imitare le nostre fragilità.

L'infiltrazione linguistica: l'ascesa di termini artificiali

Ci sono degli ospiti inattesi che si stanno infiltrando nel modo in cui parliamo e scriviamo: una contaminazione che sta modificando il tessuto stesso della comunicazione umana. Chi presta attenzione alle conferenze su Zoom o ai video accademici su YouTube può notare l’emergere abbondante di termini specifici, un tempo rari, che oggi fungono quasi da veri e propri marcatori di un’intelligenza non “biologica”. 
Parole inglesi come delve (scavare a fondo, approfondire), meticulous (meticoloso), realm (regno, ambito) e adept (esperto) hanno registrato un’impennata nel loro utilizzo, arrivando fino al 51% nei diciotto mesi successivi al rilascio di ChatGPT...

domenica 25 gennaio 2026

Un test sperimentale sull'esistenza dell'anima umana

 
di Avi Loeb

Al termine di un'intervista a tarda notte di ieri con il brillante Nate Cain al podcast The Raising Cain Show (accessibile qui ), mi è stato chiesto se gli esseri umani abbiano un'anima, dati il ​​loro senso di libero arbitrio, la loro coscienza e le loro esperienze "extracorporee". 

Con "anima", Nate si riferiva a un ingrediente che si estende oltre il nostro corpo fisico.

In risposta, ho ammesso di essere una persona pratica e che, piuttosto che avere un'opinione su questa questione, preferisco un approccio sperimentale per scoprire la risposta a questa domanda fondamentale.

Un altro modo per formulare la domanda è se le esperienze umane siano tutte spiegate dalle proprietà fisiche del cervello umano.
Il motivo per cui propongo un test sperimentale è che presto saremo in grado di simulare il cervello umano con l'intelligenza artificiale (IA)... 

sabato 24 gennaio 2026

Il problema delle scorie nucleari, le soluzioni sono lontane

Spararle nello spazio o nelle viscere della Terra?

Attualmente, le scorie nucleari sono gestite principalmente tramite stoccaggi temporanei in attesa di depositi definitivi. Nonostante questo problema enorme in attesa di soluzioni, il nucleare procede a gonfie vele. Per i rifiuti nucleari a bassa attività ci vogliono tra 20 e 30 anni per il loro decadimento. Quelli a media attività necessitano di circa 300 anni (derivano principalmente dallo smantellamento delle vecchie centrali).

Quelli ad alta attività potrebbero impiegare migliaia di anni per il loro decadimento e sono il combustibile esaurito e i residui dei cicli di riprocessamento.

E se si optasse per una soluzione drastica già ipotizzata da Caparezza in un suo pezzo del 2008? Ovvero. E se li lanciassimo nello spazio? O meglio. E se li mandassimo a fondere direttamente dentro il sole? Hanno fatto i calcoli ma scagliarle i rifiuti radiativi nello spazio profondo sembrerebbe sconsigliabile. Ed ecco una nuova trovata: Sparatele nelle viscere della terra.

Perché non si parla di questa soluzione? C’ é il plasma ...

venerdì 23 gennaio 2026

Forze avverse


Ci sono vibrazioni di un tipo particolare che si distinguono per la loro immediatezza e violenza. Il ricercatore se le sentirà piombare addosso improvvise come una mazzata; e in pochi secondi si ritroverà ad essere ‘un altro’, totalmente dimentico dei suoi fini, dei suoi sforzi, della sua ragion d’essere, come se tutto fosse stato spazzato via, spogliato di senso, distrutto. 

Sono manifestazioni di quelle che Sri Aurobindo e Mère chiamano Forze avverse.
Si tratta di forze molto coscienti, che sembrano avere come solo fine quello di scoraggiare il ricercatore o di farlo deviare dal cammino intrapreso. Il primo sintomo della loro comparsa è subito percepibile: la gioia si vela, si vela la coscienza e tutto viene avvolto in un’atmosfera di dramma. 

Quando c’è una sofferenza possiamo stare certi che lì si nasconde il nemico. Il dramma è lo scenario prediletto delle forze avverse, poiché è nel dramma che possono fare più danni. Di solito la prima cosa che fanno le forze avverse è spingerci a decisioni improvvise, estreme, irrevocabili, che ci allontanino il più possibile dalla strada che abbiamo scelto. 
In altri casi si metteranno a smontare, con notevole abilità, tutto il meccanismo della nostra ricerca per dimostrarci che ci stiamo illudendo e che non arriveremo mai a niente. 
In altri ancora, ed è il caso più frequente, ci faranno cadere in uno stato di depressione...

giovedì 22 gennaio 2026

La cruda realtà dell’Iperrealismo: il caso Ron Mueck

 In America, intorno alla metà degli anni Sessanta del Novecento, si delinea un nuovo movimento artistico, l’Iperrealismo, la cui denominazione deriva dalla esplicita volontà di riprodurre la realtà in maniera quanto più dettagliata e precisa possibile, al punto da non poter più distinguere un dipinto da una fotografia.

Affermatosi come decisa reazione all’Astrattismo che aveva dominato la prima metà del secolo, l’Iperrealismo spesso prevede l’uso del mezzo fotografico come punto di partenza per garantire una assoluta aderenza al reale, tra primissimi piani e panoramiche.

Coniato nel 1973 dal gallerista belga Isy Brachot, il termine Hyperréalisme fu il titolo della mostra organizzata da quest’ultimo nella sua galleria di Bruxelles, mostra che vide protagonisti alcuni importanti esponenti americani ed europei in pittura e scultura, tra cui Duane Hanson, Richard Estes e Chuck Close...

mercoledì 21 gennaio 2026

George Orwell e la libertà delle parole

76 anni fa moriva lo scrittore britannico autore dei romanzi "La fattoria degli animali" e "1984", un simbolo di audacia intellettuale e sensibilità sociale.

 «Non bisognerebbe mai intraprendere un’attività del genere a meno di non essere guidati da un qualche demone incomprensibile al quale non si può resistere». 

Nel saggio Perché scrivo, del 1946, George Orwell, pseudonimo letterario di Eric Arthur Blair, descrisse in questi termini il lavoro dello scrittore, definendo la creazione di un libro «una lotta orribile ed estenuante, come un lungo periodo di dolorosa malattia».

Una lotta che poteva essere affrontata, a suo giudizio, solo tentando di sfidare lettori e lettrici, cercando di aggiungere tasselli di conoscenza alla narrazione della realtà e «trasformare la scrittura politica in un’arte». Orwell cercò di farlo per tutta la vita, fino alla morte avvenuta il 21 gennaio 1950, diventando uno degli autori più originali, e in prospettiva influenti, del XX secolo...

martedì 20 gennaio 2026

Il mistero cosmico di 3I/ATLAS

3I/ATLAS non smette di stupire. 

Il punto sulla situazione, di Sabrina Pieragostini

Un nuovo studio internazionale, coordinato dalla Johns Hopkins University e realizzato con la partecipazione di istituzioni di prestigio come l’Arizona State University, il Caltech e il Centro di Astrofisica di Harvard, ha analizzato le caratteristiche di questo oggetto interstellare, il terzo individuato dal 2017 ad oggi. 

Gli astrofisici hanno utilizzato immagini raccolte dal satellite NASA SPHEREx subito dopo il perielio (ovvero il punto di minima distanza dal Sole), raggiunto da 3I/ATLAS tra l’8 e il 15 dicembre 2025. 

Queste osservazioni hanno portato alla scoperta di una gigantesca anti-coda dalla forma a pera lunga circa 300.000 chilometri, oltre a sei pennacchi secondari di aspetto tondeggiante.

Una peculiarità mai riscontrata prima in altre comete...